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martedì 11 luglio 2006

POLAROID.



Titolo: Relazioni.
Sottotitolo: La verità è ambigua.

Riquadro A:
Se vedo una ragazza sconosciuta che mi piace, glielo dico subito senza nemmeno averle chiesto il suo nome, vado da lei e le domando da quanto tempo è che non piangi? Dimmelo!
E la cosa bella che lei mi risponde, si apre subito.
Giusto per fare un sondaggio potreste fare una prova anche voi con questa frase e vedere se anche voi ottenete lo stesso effetto.

Secondo riquadro: Per essere compiutamente umani bisogna accettare la disposizione alla menzogna come qualcosa di naturale, anche se è un’ inclinazione pericolosa.
Beh il mio corpo si è adattato subito a questa cosa. La coscienza, beh quella necessita ancora un po’ di sedute dallo psicanalista.

Terzo riquadro: Come Orfeo, che mentre sta riportando Euridice, capisce che per lei sarà terribile vivere di nuovo, lei conosce già la morte e anche se passeranno 100 anni prima che riaccada, saranno 100 anni d’angoscia, quel pensiero la renderà triste per sempre.
Ci puo’ essere scondo voi un pensiero che ci renderà tristi per tutta la vita? Oppure, si può vivere nella tristezza, o bisogna scindere le vite e pensare in un aldilà alla buddista? Dovrei chiedere al tipo che si è messo in camera mia che fa le meditazioni alla mattina.

Riquadro quattro: Mentire è naturale e orribile allo stesso tempo: Qualche anno fa mi sono messo con una ragazza, Donatella. Stavamo bene insieme. Poi ho conosciuto il suo ex fidanzato, fabio, e ho cominciato una storia anche con lui.

LE mezze verità esistono oppure sono 1 verità sola che rimane ambigua come la sessualità? Gli psicologi ci vanno a nozze con frasette del genere, è un po’ come scoprire l’acqua calda quando 10 anni prima esisteva già il boiler. La testa scoppia, ma solo perché sta passando il camion della nettezza urbana di Bologna, quello che sparge l’acqua sulle strade invece che dissetare il mio corpo disidratato, mah prenderò il the freddo che ho appena fatto.

Dice così nel libro “Tuttalpiù muoio” di

Albinati e Timi
, il protagonista, Filo:
“ All’inizio era fantastico, funzionava in modo perfetto, zero sensi di colpa, ero quasi ammirato di come i tempi si incastravano, le ore che passavo con lei e le ore che passavo con lui… una macchina amorosa straordinaria, e il bello era che la mandavo avanti io. Finché ho deciso che non si poteva continuare, era arrivato il momento di rivelare a Fabio e a Donatella la verità.
Sapete cosa è successo? Una cosa oscena. E cioè che a loro di questa rivelazione non li ha sconvolti per niente. A tutti e due andava bene così…. Di colpo ho perso interesse, e li ho mollati, ho mollato sia lei che lui!”
La verità in questo caso, funziona come il solletico.


Il bello dell’ambiguità della verità è che affascina tutti noi, in particolar modo il popolo del gossip, quello che si fa dalle 10 alle 20 seghe mentali e 3 o 4 di quelle fisiche al giorno.
La cosa più sconvolgente è che a volte può essere rivelata da una bugia, tutta questa ansia ed enfasi e questo innamoramento verso l’ambiguo.

La verità è un tesoro che spesso chi lo nasconde è perché aspetta la persona che supererà le prove del santo Graal, alla Indiana insomma. Mentre altri la conoscono come l’unica cosa possibile, non c’è vita senza verità. Stanno mentendo anche loro sul fatto che qualche volta vorrebbero creare qualche bugia, per far rendere piu’ forti le verità che hanno da sempre spiattellato ai quattro venti?

17 commenti:

stefo ha detto...

bella!

Jacko83 ha detto...

mi ero dimenticato il testo -.-

caino ha detto...

Molto, molto interessante; un salto, hai fatto un salto davvero, il libro lo consigli?! E' la fonte d'ispirazione immagino...

Jacko83 ha detto...

il salto sarà fatto dalla finestra tra un po' perché è un periodaccio!
Si leggete il libro, è interessante su piu' aspetti della vita.

stefo ha detto...

a regola ti eri dimenticato anche poco :D

caino ha detto...

Guarda che non serve, a Venezia cadi semplicemente in acqua. Sarà per quello che è una città popolata da anziani, c'è un salvavita naturale...

Jacko83 ha detto...

caino.. a casa mia cado giu' e mi schianto sul giardino. e abito al 3 piano..
si stefo.. parecchio :D

Anonimo ha detto...

sinceramente io nn penso che si possa vivere nella tristezza.. bisogna trovare chi ci rende davvero felici.. è molto + facile scindere le vite e pensare alla buddista.. almeno io lo faccio..
si mentire è naturale e orribile allo stesso tempo.. ma hai idea di quante persone al giorno mentono? praticamente tutte..
e secondo me le mezze verità esistono ma sono una verità sola che resta ambigua cm la sessualità.. ma forse nn tutti sanno dire mezze verità..
cmq io penso ke ogni persona sia ambigua.. chi + e chi meno..
gli psicologi alla fine sn tutti pazzi.. e te lo dico da futura psicologa.. xkè alle volte rasento la follia anke io ^_^

cmq ti do un consiglio.. x quello che vale.. secondo me pensi troppo.. pensa di meno e vivi.. ero troppo razionale.. ora sn un po meno razionale.. fidati..
bacio =*

Jacko83 ha detto...

grazie claudia :)

Ari ha detto...

le mezze verità esistono e sono utilissssssime.
solo con questa affermazione di verità mis ono giocata la credibilità per i prossimi venti anni.

Anonimo ha detto...

cuánto tiempo sin leer tus palabras en italiano!...sin saber que significa, me suena bien..me suena bonito...un beso muy grande...
sara


(con esas fotografías acabarás siendo famoso...estas muy guapo! jejeje...)

Massimo Manuel ha detto...

Certo che si può vivere tutta la vita con un solo pensiero che ci rende tristi...
E' un fatto umano e se non lo si accetta non si vivrà compiutamente...
Credo che la possibilità di vivere tristi a causa di un solo pensiero e ciò che rende la vita bella da essere combattuta!...

Jacko83 ha detto...

ari si forse, ma va bene cosi :)
sara, pues tus palabras me van a poner siempre feliz.. gracias.
massimo: mah.. forse, dobbiamo combattere per essere vivi?

Ilaluna84 ha detto...

Mi piacciono gli approcci originali. Fuori dal comune. Ti ammiro, se hai la faccia tosta di mettere in atto il riquadro A. Davvero.

i Licaoni ha detto...

Grande Jacko,
noi una volta provammo una variante del Riquadro A. Andammo da una tipa e le chiedemmo: "Cioè, ora non è che penserai che ci vogliamo provare con te, però, davvero, ti abbiamo vista qui con questo sguardo sognante e lontano, ma comunque vivo e guizzante e così, beh... sì insomma ci chiedevamo da quant'è che non scopi".
Da quel giorno abbiamo dovuto fare a meno del nostro coglione sinistro.

Saluti,
i Licaoni.

PS: vieniti a vedere Kiss Me Lorena, il nostro ultimo film (comico) scaricabile gratis dalla rete.

Massimo Manuel ha detto...

Non è che si debba combattere per essere vivi...ma il sale della vita è anche questo...guadagnarsela! Se ti guadagni la felicità e saprai usare con intelligenza la nostalgia per i momenti bui (perchè i momenti bui poi ti mancano, strano a dirsi...) ti sarai garantito il diritto alla serenità!

Chi mi capisce è bravo!

Pascal ha detto...

L'ambiguità è poesia...
Io amo la poesia, ma odio l'ambiguità...
dov'è l'errore? ;)*