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venerdì 29 agosto 2008

Amarsi un po'.


Bere. Forse sta diventando l'unica ragione per comunicare. Forse è davvero più facile che respirare. Basta davvero guardarsi? Non lo so. L'ultima volta ho guardato e non mi sono visto allo specchio, o meglio, ho visto quello che forse non volevo essere, mentre in testa c'era altro. Però davvero non ci si può lasciare, e rimanere impauriti di questo futuro che spesso fa paura e che ci lascia soli con noi stessi e i nostri pensieri.

Diceva semplicemente, Amarsi un po'. Quanto è difficile amare noi stessi. Se fosse possibile, quanti anni assieme avremmo trascorso? Difficile dirlo.
Si fiorisce di fronte a un nuovo amore, si perché senza quelle sensazioni non si vive, quindi quando ci sono, si continua a vivere, si vive senza nascondersi dietro alle nostre paure. Senza nascondersi, hai ragione tu, si riesce a manifestare i propri sentimenti, dimenticandosi, per qualche istante cosa sia la solitudine.

Difficile partecipare ai propri sentimenti senza correre il rischio di esternarli, si è così complicato, sembra quasi più facile volare.
Per crescere, per diventare quello che siamo, ovvero noi stessi, abbiamo scavalcato ostacoli impensabili, abbiamo sofferto con i nostri pianti dell'adolescenza, ci siamo sentiti sconfortati e abbattuti, quanti pianti sulle lacrime del cuscino.
In questo modo perà siamo diventati noi stessi, con le nostre difficoltà, ci siamo uniti, io e io, anche se poi volevo diventassimo io e te, una simbiosi, unici, sempre l'uno accanto all'altro, anche se a volte guardandoti, a pochi passi da me sembravi cosi irraggiungibile.

Così, da vicino, ma così lontano allo stesso tempo, ho perso quella speranza.
Ed ora sono solo io, che cerco un modo per dire addio alla mia solitudine, rimanendo un giorno, solo senza di lei.

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