- - - - F O T O G R A F I E - P A R O L E - I D E E - - - -
venerdì 17 aprile 2009
martedì 13 gennaio 2009
La tua felicità.
Che non si possono muovere, che si guardano negli occhi, ma che non si possono toccare.
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sabato 8 novembre 2008
I Criminali dentro il Parlamento.
Da Repubblica:
Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell'ex presidente è affidato a una lettera aperta: "Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore strategico" reagire con "cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante".
La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita".
"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si augura che possano accadere alla sede dell'arcivecovo di Milano o a qualche sede della Caritas o di Pax Christi.
I tempi dell'intervento. "Io aspetterei ancora un po' - continua Cossiga - e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti".
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giovedì 6 novembre 2008
venerdì 19 settembre 2008
Giorgio Napolitano sul Ponte della Costituzione
Mi ha fatto tenerezza. Da quanto non usavo questa parola. Eppure ieri, il mio Presidente, uno che davvero riesce a tenere alto l'onore di questo sgangherato paese, mi ha fatto tenerezza. Si copriva il viso dai tanti, tantissimi flash che impietosi ( assieme al mio lo ammetto ) si rivolgevano a lui chiedendo l'attenzione presidenziale.
Un gesto, forse può significare poco, eppure è così.
Un saluto, Presidente.
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domenica 27 aprile 2008
domenica 6 gennaio 2008
2008
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giovedì 27 dicembre 2007
Tutti dormono
E IO NON DORMO MAI...
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lunedì 24 dicembre 2007
Riflessioni acide sul natale.
Poche parole, forse in questi ultimi giorni di quest'anno.
Oggi è un giorno un po' così, aspettando come tutti gli anni
la cena della vigiglia, aspettando i tortellini fatti a mano.
Le feste, i regali e le solite consuetudini che ci circondano.
Quest'anno il natale, con la n minuscola, lo sento lontano
tanto lontano, quasi non ci fosse. Lo senti perché il consumismo,
compreso il mio, non tarda mai ad arrivare.
Vivo forse nel caos più totale, basterebbe guardare la camera nella quale vivo.
Ha senso vivere in una camera? Qua è tutto estraniato,
tramite internet arrivano tutte le notizie di questo mondo,
sapere per capire, disse qualcuno, anche se io forse non ho capito ancora un cazzo.
Ci sono tanti silenzi da rompere in questo 2008.
Non so però poi chi pagherà i danni di queste rotture,
che non sono paragonabili a quelle di scatole, che sono forse il problema minore.
Oggi, questo 24 dicembre a Venezia è una giornata grigia, senza senso proprio.
Con il passare delle ore, alzeremo i bicchieri, faremo il brindisi e ci puliremo
delle briciole lasciate da panettoni e pandori.
La neve zuccherata cadrà, anche se c'è quella neve di bamba che pur avendo lo stesso colore
uccide ogni giorno in silenzio, spesso quando lo fa, ti lascia vuoto e solo.
Considerando che dovevo essere a Bogotà quest'anno,
posso dire che ho fatto bene a restare, guardando la vita da altri aspetti
non quella di chi viaggia eternamente senza meta, bensì di chi
vuole dare un senso a tutto questo. Non hanno senso i tanti silenzi,
che nessuno vuole rompere, il sottoscritto incluso.
Silenzi che eccheggiano rumorosi tra le mura di casa.
Squilla un telefono, arriva la notizia, corri, chiedi, scrivi.
Senza nessun tipo di rapporto, senza nessuno sdegno per questo sistema,
senza nessun rispetto. Questo a volte è il lavoro, che non ti fa stare in silenzio.
Dovrei parlare, ma invece scrivo, righe su righe ogni santo giorno.
Buon Natale, se volete gli auguri.
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martedì 23 ottobre 2007
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giovedì 11 ottobre 2007
Mentre Dormi
Mentre dormi. Non è il titolo di una canzone, non è il titolo di un romanzo. E' Il titolo di colors 32.
Un periodo un po' cosi, tra riflessioni e rimpianti. Rimpiango di non essere riuscito ad andare via, si vorrei partire di nuovo, come sempre.
Penso allora a capodanno, penso a quello che è successo lo scorso anno, forse sono a corto di emozioni forti, l'anno lentamente sta per finire, mancano vari mesi, ma tra la voglia di tornare a Parigi e rivedere e provare ancora a me stesso che le emozioni non sono finite, mi sono accorto che i giorni sono troppo preziosi per essere sprecati.
Domani farò delle foto che volevo fare da tanto. Se non piove.
Venerdi invece vado a Padova a capire alcune cose di me stesso.
Mi respuesta natural y acostumbrada debia de sonar dramaticamente afirmativa, con junturas de piernas acompanado a las palabras.
- Espere mi nino. Espere y aguante hasta que encontremos la iglesa adeguada.
Sono arrivato qua. Pagina 1. Luis Sepulveda.
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lunedì 3 settembre 2007
Quando avevo.
Quando avevo sei mesi arrivavo a Londra in aereo.
Quando avevo un anno cercavo di capire cosa fosse accaduto.
Quando avevo due anni gattonavo per casa.
Quando avevo tre anni facevo i primi amici.
Quando avevo quattro anni ero in campo del Ghetto a Giocare.
Quando avevo cinque anni recitavo per la prima volta.
Quando avevo sei anni mi sono perso per la prima volta.
Quando avevo sette anni pensavo di fare lo sbirro.
Quando avevo otto anni salvavo per la prima volta un mio amico.
Quando avevo nove anni andavo d'estate in Grecia.
Quando avevo dieci anni ho preso a pugni un mio amico.
Quando avevo undici anni pensavo di fare il vigile del fuoco.
Quando avevo dodici anni pensavo che la matematica mi avrebbe rovinato.
Quando avevo tredici anni diventavo tifoso juventino.
Quando avevo quattordici anni mi hanno bocciato per la prima volta.
Quando avevo quindici anni mi sono trasferito a Londra per un pò.
Quando avevo sedici anni iniziavo a fare l'arbitro di calcio.
Quando avevo diciassette anni pensavo che la scuola non finisse più.
Quando avevo diciotto anni facevo il Bagnino in grecia.
Quando avevo diciannove anni facevo il cameriere in Spagna.
Quando avevo vent'anni entravo all'Università.
Quando avevo ventun'anni avevo capito che Bologna mi stava stretta.
Quando avevo ventidue anni mi trasferivo in Germania.
Quando avevo ventitré anni ho scoperto di poter scrivere sul giornale.
Tra due giorni avrò ventiquattro anni.
Quando avrò ventiquattro anni vorrei che mi regalassero una certezza in più.
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venerdì 22 giugno 2007
Murazzi+Polenta+Fuoco+Carne.
L'altra sera.
è stata una di quelle.
Si va in spiaggia, la sera. Si beve, vino rosso.
Si alimenta il fuoco, si cercano i legni, si prende la griglia.
Vai di polenta. Vai di Carne varia, biustel e salsiccia.
Canti con gli amici, si chiacchera, c'è chi fa il bagno.
Tanto da dire, davvero ma a parlare sono solo loro, le emozioni.
Ritornano i ricordi di quando ero in Grecia, a fare il bagnino, con il fuoco sulla spiaggia, la chitarra e tutti insieme a cantare.
A fare il bagno, a ridere, e c'era chi si amava un po'.
Questa è l'estate, mentre io, domani prenderò il sole all'ombra della torre eifel.
Ritorno previsto: 1 Luglio 2007.
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martedì 12 giugno 2007
La Gente Comune.
Oggi manifestazione dei pensionati e di certo le cose da dire sarebbero molte.
Domani potete leggere l'articolo sulla Nuova Venezia, La Tribuna, Il Mattino e Il Corriere delle Alpi.
Quello però che è necessario dire è l'ambiente che mi circondava e le speranze e le aspettative di chi ha lavorato per 40 anni e si ritrova a vivere gli ultimi anni della propria vita con delle pensioni da fame.
Credo che quello che faccio a parte scrivere, sia importante per me, per far capire quello che davvero la gente comune, che non viene mai interpellata, sempre poco ascoltata, se non al momento del voto abbia da dire.
Stiamo vivendo in un mondo assente alle problematiche sociali, si pensa a quanti giorni Paris Hilton farà o non farà in carcere, piuttosto che pensare ad un futuro migliore per tutti.
Stare a contatto quotidiano con la gente, che ripone spesso le proprie speranze anche nella stampa che dica come le cose funzionano per davvero. Il giornale però dopo questi 3 mesi, ho visto che filtra, rielabora e impacchetta.
Sono scelte editoriali, alle quali ovviamente non mi posso opporre e forse neppure pensare di metterle in discussione, ma rifletterci sopra quello magari si.
E' davvero una grande opportunità, lavorare tra e con la gente comune, che di comune ha poco perché è quella che manda avanti il paese.
E' una riflessione, così tanto per spaziare.
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giovedì 7 giugno 2007
io so. tu sai. egli sa. yo se tu sabes el sabe.
Il sapere.
Io so che ti voglio bene, ma non so cosa voglio.
Io so che voglio sapere le notizie di domani oggi, ma so anche che non si possono scrivere.
La gente vuol sapere, si sa! Diamo alla gente le notizie che si vuol sentir dire, il resto lasciamolo ai sordi.
Cosa significa sapere?
Chi non sa è ignorante? Per me a volte è così, certe cose non si può non sapere cosa siano, come per esempio che Dio non esiste. Ok questa era una provocazione.
Cosa significa sapere?
In cina ci sono 10 milioni di studenti che si apprestano a fare feroci esami d'ammissione all'università.
I posti sono circa la metà, quindi per 5 milioni di loro il sapere sarà o rimandato di un anno, oppure proprio escluso.
Bello sapere queste cose.
Cosa fare del sapere?
Sappiamo tante cose alla fine, sapere è potere, chi non sa non può. Sapete usare il sapere per avere il potere?
Sapere un segreto.
Sapete tenere per voi un segreto?
Fingere di sapere quando non si sa è una malattia.
Io so che oggi sono contento, ma c'è sempre qualcosa che non può andare.
Cosa, lo so solo io.
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18:52
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venerdì 23 febbraio 2007
riepilogo

riassunto della settimana.
Ho un lavoro part-time, all'internet point, noioso ma anche utile, per il lavoro che è quasi inesistente, per il fatto che mi faccio i cazzi miei, e per il fatto che sono in regola con il contratto.
Avvenimento numero 2.
Aspettiamo che il nuovo governo prenda posto sui banchi del parlamento. ANSIA.
Avvenimento numero 3.
Uno dei miei migliori amici ha fatto una cosa fantastica, adoro che chi ti prende per il culo prima o poi venga punito, o da te o da terzi che ti vogliono bene. Michele, fanculo a te.
Avvenimento numero 4.
Papà farà una mostra a Parigi, questo vuol dire che a giugno io sarò la, esami e bogotà permettendo.
Avvenimento numero 5.
Oggi mi è caduta una lacrima, perché la lontananza fa male alla salute. Bozen.
Direi che basta per oggi.
ah no. facciamo di questo post inutile anche un ringraziamento al mio vecchio cellulare che l'altro giorno è passato a miglior vita, cosi si dice di solito.
Ora per fare il capitalista con le tasche bucate ho preso un nokia 5200.
Amen, andate in pace.
voi che potete.
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giovedì 1 febbraio 2007
6.03 A.M. L'ora degli stronzi.
Quando stai sveglio tutta la notte, a pensare alle cazzate che hai fatto poche ore prima, e pensi a quelle che stai per fare, il tuo corpo diventa un contenitore di dubbi e assurdità.
Successivamente diventa un mezzo per conseguire qualcosa, che nel sonno ti domandavi se volevi veramente, nella realtà, perché una persona poi è debole, almeno io lo sono, compie quelle azioni che nella sfera onirica tanto aveva deprecato.
Se una persona all'una e mezza di notte si domanda tutto ciò, in compagnia di una tazza di latte freddo e i frollini al cacao tarocchi del supermercato billa, beh assume i contorni di una situazione grottesca e alquanto deprimente.
Sono circondato da oggetti in questa camera, fotografie appese ai muri e fogli sparsi un po' ovunque, tra i referti delle partite di calcio della settimana precendente, tra i teleobiettivi della macchina fotografica e i fili del computer e del dolby.
Si, sembra che questa mattina quando ho preso il treno delle 7, mi sono completamente dimenticato di quello che ho fatto tra le 6.03, l'ora degli stronzi e le 6.35.
Sto cercando di non pensarci, visto che qualcuno ha deciso che in quella mezz'ora io non sono mai esistito.
Eppure respiravo nudo nel letto.
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domenica 28 gennaio 2007
E' un periodo un po' così, tra i suoi alti e bassi esami controesami e controcazzi. Non ho ancora capito se è questa la vita vera, o se sto aspettando di finire questo ciclo infinito di casini.
Ieri serata piacevole, anche se ero stanco dalla partita del pomeriggio e quindi non ho goduto appieno della serata. Perché quando ordino io da bere mi guardano sempre male? Drew ne sa qualcosa. Oggi c'è il sole, forse è una buona idea andare fuori a fare un po' di foto, approfittando di questa giornata. Non lo so però sinceramente. Non so più nulla di me in realtà. Mi sono cancellato un po' da solo, ma le scritte sotto si leggono ancora, in controluce.
Altri che ridono, che ti circondano, sembra che tutto sia così tranquillo, ma forse lo è. Forse è solo apparenza.
Continuerò a pensare.
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